Prima una breve presentazione. Camilla Bellini, classe 1986, di Siena, laureata in?

Mi sono laureata a Firenze, alla Facoltà di Architettura, indirizzo design industriale. E, visto che con il mio anno di nascita avete svelato la mia età, vi dirò anche che sono attiva nel mondo del design da 10 anni. Prima ho lavorato in alcuni studi di progettazione tra Siena e Firenze, poi ho scelto definitivamente di vivere a Siena, città dove oggi lavoro in pianta stabile, spostandomi però piuttosto spesso per gli eventi, le fiere e i vari appuntamenti con le aziende.

Proseguiamo questa intervista andando subito al sodo: cosa significa per te essere una design teller?

Quella di “design teller” è una definizione che avevo iniziato a usare diversi anni fa, sulla falsariga degli storyteller, figure già conosciute e richieste. Ai miei esordi, tuttavia, il mondo del design non era così emancipato sul fronte della comunicazione digitale, così a un certo punto a design teller ho preferito design blogger. Adesso, invece, trascorsi un po’ di anni, con il lavoro su www.camillabellini.com e grazie ai racconti esperienziali sui social media, devo dire che è un’espressione che viene compresa maggiormente. Sono una designer di interni e di prodotto che grazie alla comunicazione digitale testimonia e racconta i cambiamenti e le novità di questo mondo, senza dimenticare la lezione dei maestri del passato.

Designer e design teller Camilla Bellini

Dal design disegnato al design raccontato…

Esattamente, il concetto è questo, dando però un senso di continuità. La progettualità non prescinde dalla comunicazione, ancor di più nel contesto social, dove posso creare un racconto continuo che parte da un’idea, passa per uno sketch e mostra in diretta il prototipo finale di un prodotto. Il design disegnato a un certo punto viene anche raccontato, design e comunicazione hanno quindi pari valore e pari importanza.

Quando hai iniziato la tua attività nel mondo del design, quali erano le tue ambizioni?

Mi sono avvicinata al design già alle superiori, quando frequentavo l’istituto d’arte. Parliamo di un periodo in cui internet non era ancora presente come adesso, quindi le mie ambizioni erano commisurate ai sogni che riuscivo a immaginare allora. Gli anni dell’università, la partecipazione ai primi concorsi e la presentazione dei miei primi elaborati hanno fatto maturare in me una coscienza più orientata al mondo del lavoro. E qui le ambizioni sono cresciute, mantenendo salda la consapevolezza che nulla si raggiunge se non con studio e sacrificio.

Ci sono stati momenti in cui hai pensato che i social media potessero non fare più al caso tuo?

No, mai, anche perché vivo i social come uno spazio in cui poter dire la mia, senza la pretesa che sia un giudizio universale. Scelgo io i tempi e i modi per raccontare il mio lavoro e il mio quotidiano, non mi piego alle mode del momento (difficilmente cavalco trend o rilancio meme) e cerco sempre di essere propositiva. Tristezza, paura, drammi non fanno parte del mio mood. Piuttosto nelle giornate no preferisco fare il carico di ispirazione e bellezza, ma non mi è mai balenato per la testa l’idea di chiudere i profili o pensare che non facciano più al caso mio.

Localiarreda progetta locali da sogno e supporta i committenti che hanno il sogno di aprire un locale. Quando entri in un locale, cosa ti capita di osservare come primo elemento?

Per deformazione professionale, gli interni di qualsiasi locale sono analizzati ai raggi x. Dall’involucro agli infissi, passando per arredi, colori e finiture, non c’è tratto che sfugge al mio occhio. Magari non sempre con fare critico, quanto piuttosto con piglio indagatore.
Quello che però non perdono è l’uso della luce. Sono una light addicted, per me le luci sono più importanti rispetto a tutto il resto. Un punto illuminato male, un tavolo al buio, un’ombra fastidiosa che si proietta sul pavimento, sono tutte cose che mi fanno impazzire.

Noi intendiamo la progettazione come la perfetta sintesi tra funzionalità ed estetica, proponendo sempre soluzioni innovative. Cos’è per te progettare?

Progettare ha a che fare con le emozioni, presenti e future. Significa pensare al futuro senza scordarsi chi si è oggi. Funzionalità ed estetica non sempre hanno lo stesso peso, per me, ma di sicuro sono due aspetti che non possono essere troppo scissi. L’innovazione poi è parte essenziale di ogni progetto, altrimenti non si potrebbero concepire per il futuro.

Schede campione colore

Ci racconti il tuo rapporto con l’ispirazione?

Siamo nel mio mondo. Mi sforzo sempre di trovare la bellezza ovunque e in questa ricerca mi lascio ispirare anche da mondi distanti da me. L’ispirazione è più un viaggio che una meta, che fa tappe improvvise e continue per lasciarti sempre in moto la creatività. Il digitale da questo punto di vista è formidabile. Apri un qualsiasi social, cerchi le parole chiave e ti ritrovi con una marea di ispirazione. Basta solo filtrare i contenuti migliori e il gioco è fatto.

Ti seguiamo sempre sui tuoi social e abbiamo visto che stai lavorando alla progettazione di alcuni prodotti. Puoi rivelarci qualcosa in merito?

Sì, è corretto, sto lavorando a una lampada e sto progettando anche un’intera collezione di prodotti per il living. Non posso svelare troppo perché altrimenti anticiperei i miei racconti sui social media, quello che però posso dire è che la lampada vedrà la luce a breve, mancano gli ultimi mesi di definizione. Punto ad avere un 2022 ricco di nuove esperienze in questo senso.

Pensi che tra Camilla Bellini e Localiarreda possa nascere una bella sinergia?

Dico sempre che chi ha un approccio progettuale di qualità e realizza progetti con un preciso mood estetico incontra facilmente la mia attenzione. Ritengo la vostra realtà solida e capace, con un bagaglio di progetti notevoli messi al servizio della committenza. Credo che nel digitale si possano trovare più punti in comune e avviare un’attività editoriale, in cui insieme diamo consigli a chi si vuole misurare con l’apertura di un locale commerciale, può essere il primo step. “Camilla Bellini per Localiarreda”, suona anche bene!

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